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Cartesio concepì l’idea degli assi che prendono il suo nome mentre trascorreva la mattina a letto, Newton scoprì la gravità seduto sotto un albero a riposare, Archimede esclamò il famoso “Eureka” mentre faceva il bagno. Quel “mostro ripugnante che è l’ozio”, insomma, sembra aver permesso molte delle più importanti scoperte e invenzioni. Ma allora perché ci riempiamo le giornate di impegni? Oggi, tra e-mail, sms, telefonate e riunioni siamo perennemente al lavoro, operativi, indaffarati. Ma questa forsennata produttività è un pericolo per la mente: senza un attimo di pausa, la nostra creatività è soffocata, non impariamo a riflettere sulla vita e su noi stessi e lavoriamo peggio. Attraverso una scorrevole ricognizione delle più recenti scoperte neuroscientifiche, Andrew Smart ci mette in guardia: il nostro cervello ha bisogno di riposare, staccarsi dalle incombenze quotidiane e vagare libero. Adesso.