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la seconda edizione

«C’è solo una roccia che può sopravvivere a ogni tempesta e alla quale ci possiamo aggrappare strettamente: l’idea che le leggi fondamentali della Natura siano espresse da una teoria matematicamente bella»: così il grande fisico Dirac, le cui riflessioni sono raccolte qui per la prima volta. Mai, prima di lui, il ruolo della bellezza era stato così centrale nella storia dell’impresa scientifica. Come scrive Freeman Dyson: «Perché un elettrone dovrebbe preferire un’equazione bella a una brutta? Perché l’universo dovrebbe danzare sulla musica di Dirac? Con il suo stile di scoperta, le ha formulate in maniera più nitida di chiunque altro. Ancor più di Newton e Einstein, egli usò il criterio di bellezza come un modo per trovare la verità».