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L’inizio di tutte le cose

Ilaria Bernardini

Il desiderio di maternità dovrebbe essere insito in tutte le donne. Ma qui il condizionale è d’obbligo. Passato il tempo in cui la gravidanza era vista come evento miracoloso a cui tutte le donne sono naturalmente predisposte, si può finalmente alzare il velo dell’ipocrisia e raccontare quello che viene spesso taciuto. Le ossessioni, i sensi di colpa, le ansie e le paure di giovani donne che si trovano a vivere una condizione di alterità intestina. Storie di donne e madri, amanti e mogli, che ne L’inizio di tutte le cose si confrontano con la trasformazione, la metamorfosi che in quei nove mesi è appena all’inizio.

Ne L’inizio di tutte le cose, Ilaria Bernardini racconta senza sovrastrutture e moralismi la vita e la storia di nove donne. In queste pagine intense, commoventi e spesso dure, narra per esempio l’erotismo di una gestante o le nevrosi di una madre. Osserva l’inconfessabile orrore che assale una donna dopo l’ennesima notte sveglia, quando ammette di non sentirsi in grado di occuparsi del figlio. Esplora la sensualitĂ  dell’allattamento, che per una delle protagoniste è talmente gratificante da portarla a cercare un sostituto il giorno in cui il suo bambino rifiuterĂ  il seno. Scrive un inno d’amore a un figlio, ricordando la notte della nascita e l’incredibile rivoluzione che è arrivata. L’autrice chiama a raccolta voci e volti, corpi e pensieri di madri felici, buffe, cattive, impaurite e in lotta, per raccontare come ogni tipo di sentimento sia possibile davanti all’arrivo di una nuova vita nella propria vita.

Ilaria Bernardini (1977) è nata a Milano. Scrittrice, sceneggiatrice, autrice tv, ha pubblicato Non è niente (Baldini e Castoldi), La fine dell’amore (Isbn), Vampiretta (Fazi), I supereroi (Bompiani), Corpo libero e Domenica (Feltrinelli). Nel 2015 è uscita per Hop Edizioni la sua prima graphic novel. Ha adattato la serie tv In treatment (Sky). Da sue idee sono nati programmi come Ginnaste-Vite Parallele e Ballerini (MTV). Scrive per «Amica», «GQ», «Cabana» e «Il Post». Ha un bambino.